mercoledì 15 settembre 2010

C’è mercato e mercato

La concezione bizzarra che la sinistra e i suoi giornali hanno del ruolo di un capo di governo e della stessa stabilità politica, porta Repubblica a definire “mercato dei deputati” l’eventuale appoggio all’esecutivo di parlamentari appartenenti a formazioni centriste e moderate.
Questi parlamentari hanno chiaramente motivato il loro eventuale sì al governo con il desiderio di stabilità politica che Silvio Berlusconi può garantire in questo momento.
È l’inequivocabile risultato dell’ennesima speranza andata buca: la speranza che Berlusconi potesse cadere non per il voto popolare, ma per qualche manovra di Palazzo.

Romano Prodi andò avanti giorno per giorno grazie al solo voto dei senatori a vita, cioè dei non eletti, e a un certo punto promise ai rappresentanti dell’Svp generosi sgravi fiscali sui carburanti: quello sì che era un “mercato”.

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