Lo ha scritto sul Corriere della Sera l’ex ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, Ronald Spogli, Scrive Spogli che a dispetto dei meriti dell’Italia post-bellica come alleato fedele degli Stati Uniti su questioni scottanti, Roma “non godeva di buona reputazione”.Il disappunto di Washington derivava principalmente dalla “cronica instabilità politica” degli esecutivi romani, accompagnata alla “diffusa percezione che l’Italia non sapesse proiettare la giusta influenza, commisurata alle sue reali capacità e al suo prestigio in seno al G8”.
l’Italia è diventata un Paese con una leadership politicamente affidabile, forte di un consenso stabile, duraturo, e capace perciò di rappresentare davvero il Paese con le sue potenzialità e i numeri che può vantare come terza economia europea, terzo contributore dell’Onu nelle missioni di pace, e membro del G8.
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