mercoledì 6 ottobre 2010

Perché difendere il bipolarismo

Se c’è una cosa che ha consentito all’Italia prima di salvarsi dalla fine dei vecchi partiti e dalla stagione del protagonismo giudiziario, poi di inserirsi a pieno titolo tra i protagonisti dell’Europa e di adattarsi alle regole della moneta unica, infine di uscire quasi indenne dalle due crisi finanziarie mondiali, questa cosa si chiama chiarezza di governo.
Che, nel linguaggio politico, ha un nome: bipolarismo.
Ogni volta che ci si è allontanati dal bipolarismo (con il ribaltone del 1994, con le faide interne al primo governo Prodi, con la incredibile frammentazione del secondo governo Prodi), la governabilità si è smarrita e l’Italia ha perso la bussola.
Sapete quanti partiti sostenevano, dentro il governo o in Parlamento, il governo Prodi 2006-2008? Ventidue, compresi i Consumatori uniti e Sinistra critica.
E quanti ministri e sottosegretari ebbe quel governo? Centotre, superando il record storico del settimo governo Andreotti del 1991-92.

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