I punti per una vera e seria riforma della Giustizia sono noti: abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale; separazione delle carriere dei magistrati; responsabilizzazione del pubblico ministero per l’osservanza delle priorità fissate; sistema elettorale del Csm; vagli della professionalità dei magistrati; incarichi extragiudiziali; incompatibilità tra la permanenza nell’ordine giudiziario e l’assunzione di incarichi, elettivi e non; modernizzazione tecnologica degli uffici giudiziari; semplificazione delle modalità di notifica degli atti giudiziari; adeguamento degli organici del personale anche amministrativo; tempi standard dei procedimenti civili e penali; termini perentori e ordinatori; procedure di nomina dei capi degli uffici; depenalizzazione ed una razionalizzazione delle fattispecie criminose e non poteva mancare la modifica della legge sulla responsabilità civile dei magistrati, con modalità tali da garantire ai cittadini, ingiustamente danneggiati da provvedimenti del giudice o del pubblico ministero, il risarcimento integrale dei danni direttamente dal magistrato, pur con la previsione di meccanismi volti ad eliminare il pericolo di azioni intimidatorie e strumentali. Se qualcuno non è d’accordo, alzi pure la mano.
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